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Le previsioni sui consumi 2024

previsioni consumi 2024

Il Rapporto Coop 2024 fotografa un Paese in pausa, annidato nel proprio presente, dove non albergano rabbia o disperazione ma persistono, in linea con il 2023, stati d’animo positivi. Gli italiani trovano conforto nella sfera privata, nella famiglia e tra gli affetti più vicini.
Sono due le voci di spesa che la maggior parte degli intervistati prevede in aumento nel 2024: salute e benessere e consumo alimentare domestico.

Spesa alimentare: una tenuta sobria

Se le previsioni dei manager della filiera alimentare ipotizzano anche per il 2024 una nuova, leggera contrazione degli acquisti alimentari nella Gdo (-0,5% a volume), sembrano invece migliorare le intenzioni di spesa degli italiani sui consumi alimentari domestici; la percentuale di quanti intendono aumentare le quantità consumate (16%) supera quella di chi intende ridurre i consumi (11%) con una differenza di cinque punti percentuali.
Il cibo resta centrale nelle scelte di consumo, ma anche a tavola la tenuta della spesa si sposa con la sobrietà. Infatti, quasi un terzo degli intervistati (31%) dichiara che dedicherà più tempo alla preparazione domestica del cibo.
I principali driver di acquisto sono sempre il rapporto qualità prezzo (al primo posto per il 66% degli italiani), la convenienza e il risparmio (50%) e la salute e il benessere (41%). Tra gli aggettivi scelti per definire il cibo del 2024 il più gettonato è salutare (45%), seguito da poco costoso (44%), sostenibile (27%) e semplice/autentico e essenziale (26 e 25%).
Torna nel carrello anche l’ortofrutta, che dalla scorsa estate sembrava essere stata al centro di notevoli rinunce da parte degli italiani. Nella top 5 dei prodotti i cui acquisti si prevedono in aumento nel 2024 compaiono proprio frutta e verdura (al primo posto), tallonate dal pesce (anch’esso una difficile rinuncia degli ultimi anni). Tra i prodotti di cui gli italiani prevedono di poter ridurre i consumi spiccano invece dolci (li ridurrà il 41% del campione), carni rosse (34%), salumi e affettati (37%) e superalcolici (33%).

GDO e previsioni macroeconomich

Se la recessione appare oramai scongiurata, le previsioni 2024 ci riportano in un’Italia dello zero virgola. Secondo i manager intervistati dall’Ufficio Studi Coop, la crescita del Pil stimata allo 0,5% per i prossimi 12 mesi ci rende comunque più lenti del resto d’Europa, e l’83% dello stesso campione è convinto che le sacche di povertà e i fenomeni di vulnerabilità sociale ed economica nel nostro Paese siano destinati a aumentare.
A fronte di un’inflazione alimentare ancora sostenuta (per i manager stimata al 3% nella media d’anno), nel tentativo di difendere i propri consumi e la loro qualità gli italiani sembrano essersi definitivamente convertiti alla marca del distributore che anche nel 2024 promette di registrare ottime performance. L’82% dei manager italiani prevede un aumento della quantità acquistata, mentre al primo posto tra le scelte di acquisto in riduzione si trovano le marche industriali. Non solo quelle minori e dei produttori follower (in calo rispettivamente per il 51% e il 48% degli intervistati): non fanno eccezione nemmeno le marche leader, tanto per un buon 36% i consumatori rinunceranno all’acquisto.
Ma se il 2023 ha insegnato alle famiglie come risparmiare nel solito punto vendita, è anche vero che la forte riduzione delle risorse disponibili conseguente all’inflazione ha obbligato molti italiani a doversi rivolgere sempre più spesso al canale discount. Un trend che a quanto pare si rafforzerà nel 2024, e che colloca questo formato in testa alla classifica dell’incremento delle vendite per i prossimi 12 mesi: sia nelle previsioni dei consumatori sia in quelle dei manager alimentari.

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